Sorta agli inizi del secondo millennio, in seguito al diffuso fenomeno dell’ incastellamento, Corinaldo tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo si costituisce in libero comune. Nel trecento, dopo oltre un secolo di libertà comunali, nasce il governo signorile. Corinaldo passa quindi da un signore all’altro, contesa tra la signoria guelfa e quella ghibellina. Infine nel 1399 Bonifacio IX la concede definitivamente ai Malatesta, questi la tengono per trent’anni allorchè i corinaldesi riscattano con il denaro la loro libertà, ponendosi, come libero comune, sotto il dominio della Chiesa. Nel 1439 però, deve arrendersi di fronte alle forze di Francesco Sforza che vi manda il Cattabriga, il quale instaura una signoria violenta e tirannica che dura nove anni, fino a quando gli abitanti riescono a cacciare il tiranno e tornano alla Santa Sede, con la quale sottoscrivono alcuni capitoli che confermano l’autonomia politica e militare del comune, retto successivamente da un governo non più popolare, come nel passato, ma di tipo aristocratico. Dopo due secoli e mezzo di guerre e violenti scontri da questo momento Corinaldo vivrà in pace. Solo nel 1517 sostiene, per venti giorni e vittoriosamente l’assedio portato alle sue mure da Francesco Maria I della Rovere meritandosi la riconoscenza di Leone X che le conferisce il titolo di città e che le verrà confermato il 20 giugno 1786 da Pio VI.
Storia di Corinaldo
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