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Le Poesie di Rita Muliere

r.muliere@editalia.it

 

 

"Speranza"

Alle volte sollevo il capo
come per una speranza
poi torno ad abbassarlo


"Luce"

Non dovrei restare sola nell'ora del crepuscolo
quando più incolmabile
è la distanza da tutto ciò che vive
come se un'eterna notte
fosse tornata a prendermi per sempre
Su di me l'ombra è scesa
e non so più sperare
nella luce del ritorno



“Ombre”

Io vedo ombre che altri non vedono
Se loro sorridono felici alla dolcezza dell’estate
e progettano giorni spensierati
io scorgo il dolore in agguato dietro le foglie
del giardino
Aspetta il suo tempo
e io lo aspetto
Schiaccerà le vite
e piegherà i ginocchi
Io lo so, ma non posso dirlo
Custodirò il segreto dietro
un sorriso lieve, perché altri non sappia cosa c’è nel mio cuore



“Eroi”

In questi anni ci è capitato di vivere
noi che eravamo avvezzi ai grandi sentimenti
Caduti da un cielo superiore in un deserto indifferente,
custodiamo la memoria di un’antica armonia
Per questo sottilmente soffriamo
e le figure che si muovono nel presente sono solo ombre
La grandezza è passata
Ora c’è poco
Quando avremo accettato la sconfitta – e quel giorno verrà –
i nostri ruscelli di saggezza inaridiranno



"Atlante"

A volte, non sulle spalle di Atlante,
ma sulle mie - esili e immeritevoli - è il peso
- non del mondo - ma del dolore del mondo

Poiché la gaiezza - del mondo -
è sospesa sui respiri leggeri
di giocosi cherubini



"Come Ino"

Potessi trovare un braccio
che cinge il fianco
mi abbandonerei
Potrei riposare un poco
Caricate di nuovo le spalle
del doloroso peso
riprenderei presto il triste cammino
Ma il silenzio risponde al silenzio
Nulla più mi appartiene
Vago per il mondo sospinta da un tafano crudele
e non incontrerò un prometeo
che sappia dirmi
tra quanti milioni di anni
potrò posare la polverosa fronte
a terra e riposare

Destino feroce
che mi riporti alla solitudine di un tempo
Senza più uno spiraglio di luce
Terra devastata dalla disillusione
Deserto arido
E silenzio. Null'altro che silenzio, per me.



"Nostalgia"

Le figure evocate
dalla nostalgia - a me così cara -
non per questo torneranno

Nella memoria conservo
tutte le speranze
e gli infiniti affanni

Ora sono in pace e
raccolgo la bellezza nell'ultimo
bagliore di luce di un giorno
che non tornerà mai più



"Cupe stanze"

Devo correre a rifugiarmi nei cancelli del dolore
Ci debbono essere per me
prati di solitudine
dove coltivare angosce e patimenti

Muta al mondo
Insensibile alla bellezza
Nelle cupe stanze che solo io conosco


"Amanti"

Noi siamo quelli
che si sono già amati
che torneranno ad amarsi - forse -
Dopo aver imparato
per centinaia di anni


"Il bacio"

Brucia ancora
l'impronta del bacio - improvviso -
sul labbro
Vorrei conservarla per qualche tempo

Chi potrebbe dire che io - terra inaridita -
fiume prosciugato - sarei di nuovo ammessa
- per una scheggia di vita -
al circolo degli occhi luccicanti
strappandomi - per un breve istante -
al mio lungo oblìo


"Luna di dicembre"

Caro amico
ti dedico ancora
qualche chiara luna di dicembre
che appare tra le foglie
ingiallite delle querce

L'incanto è spezzato
da tempo
e sono finiti ormai
i sanguinosi scontri

Eppure
ti dedico ancora
qualche chiara luna
d'inverno


"Mio caro"

Mio caro,
posa la tua fronte
sulla mia spalla - e riposa -

Se non per questo
per cos'altro avrei già patito
i tuoi stessi affanni
Vissuto in molti mondi
e conosciuto il dolore

Porto in me antichi sguardi
e custodisco l'orgoglio
del silenzio

Per questo - ora -
potrai riposare



“Felicità”

In quell’attimo
di intima e intensa felicità
ho palpitato di emozione

Attraverso le schiere celesti
ho intravisto – sfolgorante –
la sublime bellezza



“Dono d’amore”

Quando mi fanno la grazia
di un dono d’amore
divento dispensatrice
di grazie superiori

Sulla tua fronte
lascio cadere
limpide gocce di rugiada

Nutro le tue labbra
con nettare e ambrosia

Porto dolci visioni
ai tuoi sogni


"Limpidi sguardi"

Chi renderà conto di tutti quei volti
- e quei volti una volta erano di tutti -
dagli occhi puliti che - dall'abbraccio materno -
guardavano alla vita con fiduciosa speranza

La vita - con i suoi colpi formidabili -
ha demolito a poco a poco quelle figure
dagli occhi è scomparsa per gradi la luce
le mani si tendono sempre meno
le braccia saranno sollevate nel vano gesto
di proteggere se stessi nell'istante in cui
l'oscuro velo del nulla
ci avvilupperà per sempre

Il tempo erode il nostro tempo
consuma la nostra scintilla di luce
sostituendo impercettibilmente
al fulgore del pieno giorno
- che ci appartenne solo per un breve istante di vita -
un lento crepuscolo
prima di lasciarci cadere
con gesto brusco ed irrevocabile
nel buio denso e profondo dell'oblìo

Mai più, non torneremo mai
Non saremo mai più gli stessi



“Sei andata via”


E’ caduto un universo

Gli altri mondi silenziosi
osservano sgomenti

Come potrà ancora il cielo
risplendere di azzurro
senza la tua luce

Come potranno degli uccelli risuonare i canti

Perfino il sole
percorrerà faticosamente la sua via
trascinandosi sul suo stanco carro


"Madre"

Madre
la nostalgia mi spezza il cuore
Sono finiti ormai i tuoi giorni umani
Per me è ancora come sogno

Io e il babbo
ci appoggiamo l'uno all'altro
come alberelli stenti
che provino a raddrizzarsi

Così piega le nostre vite
la tua assenza

Il respiro è spezzato per sempre
“Gemme preziose”
Ametiste corniole
Giade lapislazzuli
Agate granati

Per te che mi ami