Marta Casagrande

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Le poesie di Uschi

 

Sogno


Silenzio e oscurità, la guardia dorme.
Sale con forza dalle buie profondità
liberato dalle catene della ragione;
Desiderio selvaggio come liquido fuoco,
tenero amore, inebriante e dolce,
profondo dolore come una lama scintillante.
Ardente vita come non mai di giorno
fluisce bollente attraverso le vene
e tremando nella tempesta di emozioni
si muove la guardia.
Un urlo di disperazione: Fermatevi! Fermatevi!
Ma la luce cresce e lacrime dolciamare,
il regalo della notte,
mascherano lo sguardo verso il nuovo giorno.

Uschi Nägeli

 

Spirito libero


Navigando sul mare del tuo tempo,
evitando gli scogli della vita,
seguendo coerente il tuo destino
senza se, senza ma,
spirito libero, spirito forte.
Riempiendo le tue giornate
Con grande quantità di vita,
godendo pienamente ogni secondo
senza dubbi, senza colpa,
spirito libero, spirito coraggioso.
Sfiorando fugevolmente altre esistenze,
dando cordiali impulsi di attenzione,
dedicandoti un attimo al nuovo
senza pregiudizi, senza risentimenti,
spirito libero, spirito generoso.
Tirando diritto costantemente,
cercando di scoprire i segreti di vita,
imparando continuamente sempre di più
senza paura, senza scrupoli,
spirito libero, spirito curioso.
Camminando per la strada fino alla fine,
adempiendo il compito della tua vita,
sciogliendoti nel mare dell’eternità
senza angoscia, senza rivolta,
spirito saggio, finalmente libero.

(Uschi, Marzo 2003)

 

È bene così

Vivevo un sogno
tessuto d’amore e magia
un sogno di pura felicità
ed era bene così.
Ma il sogno cambiava
in oscurità e dolore
tutti i demoni mi minacciavano
ed era bene così.
Cercavo di svegliarmi
cercavo di seguire il sogno
la lotta infuriava
tra luce e tenebre
e alla fine…
lasciavo il sogno
liberata dalle catene,
ma triste nel profondo
ed era bene così.
Il sogno è svanito,
ma il ricordo rimane.
Una nuova mattina sta per albeggiare
ed è bene così.


(Uschi, Aprile 2003)

 

Creatura tua

Oramai è creatura tua;
modellata secondo il tuo concetto
ti dà tutto ciò che tu abbia mai desiderato:
attenzione, affetto e amore.
Sembra che hai fatto un buon lavoro amico mio,
e ne sei contento.

Ti fa piacere la creatura tua;
sempre disponibile quando ti va,
ma discreta e in ombra
quando non te la senti; ti offre
allegria, divertimento e piacere.
Sembri aver fatto un buon lavoro amico mio,
e te ne vanti.

Ti senti a tuo agio con la tua creatura
perché ti dà tutto
senza chiederti ormai più niente,
e la sua simpatia costante ti copre di
calore, tenerezza e benessere.
Sì, hai fatto un buon lavoro amico mio,
e ne sei felice.

Sei contento della creatura tua
perché la desideravi proprio così,
ma dov’è rimasta la persona vera
che ti ha fatto vedere le sue emozioni senza
malignità, simulazione e finta?
Forse hai fatto un buon lavoro amico mio,
ma ne sei veramente fiero?

Preferisci vedere la tua creatura
come se fosse un raggio di sole,
ma non ti accorgi dell’ombra dietro la luce?
C’era una volta un’anima viva piena di
desiderio, speranza e fiducia.
Hai fatto un buon lavoro amico mio,
ma hai perso tutto… e la creatura tua piange.

Uschi Luglio 2004

 

Pensieri

Sopra di me il cielo celeste, velato,
il sole pallido, che non riscalda più molto, sul mio viso
dai vicini boschi e prati sale, bianca, la foschia.
Il silenzio rotto dal cinguettio di qualche uccello e,
in lontananza, il gracchiare di un corvo.
Dal piano sopra i rumori dell'antipatica vicina
che sorveglia, gelosa, il suo posteggio
e dalla vicina strada il mormorio del traffico.
La panchina su cui siedo, fredda,
e sul tavolo dinanzi a me il ricordo della pioggia dell'altra notte.
Il mio fiato forma nuvolette bianche nell'aria fresca e umida
sul muretto alla mia destra quasi ti vedo ancora seduto
e ai miei piedi l'erba che continua a crescere nelle fessure del pavimento.
Tutto tace.
Le stanze dietro di me vuote, buie e fredde,
in attesa di nuova vita che le ravvivi con voci e risate...
magari tornerò, chissà.
Ora però qui non ho più nulla da fare
se non ascoltare le voci lontane dei giorni passati
ma poi quelle voci non sono qui bensì dentro di me.
Ancora un'ultima sigaretta -
magari smetterò di fumare un'altra volta? -
poi la vecchia strada, ormai così familiare,
mi riporterà a casa...
ma forse non finirà lì, quella strada.
Se vorrò mi condurrà più in là, avanti, avanti, ma dove?
Questo non lo so ancora, ma sono curiosa di saperlo.

Uschi Ottobre 2005

 

Occhi

Occhi magici in un viso pallido
Vecchi occhi che conosco, che riconosco,

che conoscevo da sempre.
Occhi nostalgici che mi incantano.

Occhi teneri le cui oscure profondità mi rendono inquieta.
Occhi sapienti che mi parlano in un’antichissima lingua.
Occhi ipnotici che mi perseguitano fino dentro i miei sogni.

Occhi speranzosi che fanno divampare
calda la fiamma che è in me.
Occhi richiedenti che aspettano una mia risposta.
Ma cosa gli posso replicare?

E così abbasso I miei occhi…
Questi occhi rivelatori che assomigliano a quelli che
mi guardano come due gocce d’acqua.

Uschi Luglio 2006